{"id":2,"date":"2017-09-09T00:15:46","date_gmt":"2017-09-09T00:15:46","guid":{"rendered":"http:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/?page_id=2"},"modified":"2019-07-15T17:13:59","modified_gmt":"2019-07-15T17:13:59","slug":"sample-page","status":"publish","type":"page","link":"https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/sample-page\/","title":{"rendered":"Note Critiche"},"content":{"rendered":"<p><img loading=\"lazy\" decoding=\"async\" class=\"alignnone wp-image-61 size-full\" src=\"https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche.jpg\" alt=\"\" width=\"960\" height=\"540\" srcset=\"https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche.jpg 960w, https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche-300x169.jpg 300w, https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche-768x432.jpg 768w, https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche-830x467.jpg 830w, https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche-230x129.jpg 230w, https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche-350x197.jpg 350w, https:\/\/www.vandadimattia.it\/home\/wp-content\/uploads\/2017\/09\/foto-x-note-critiche-480x270.jpg 480w\" sizes=\"auto, (max-width: 960px) 100vw, 960px\" \/><span class=\"text_exposed_show\"><br \/>\n<\/span><\/p>\n<hr \/>\n<p><span class=\"text_exposed_show\">La pittura di Vanda Dimattia \u00e8 la rappresentazione sintetica di presenze emblematiche e di testimonianze di vita. Scene classiche, bloccate nel flash di una visione mitizzante, in un \u201cimmaginario-reale\u201d ricco di pensieri e di significati, variati nella \u201cstatica mutabilit\u00e0\u201d d\u2019uno spazio creato apposta per le positure dei soggetti, autenticano i riferimenti ambientali e le invenzioni simboliche, pressoch\u00e9 accostabili alle strutture animistico-psicologiche surrealiste. La ricerca tonale e di massa si rivolge ad equilibri che vanno oltre il contenuto, instaurando una particolare \u201cinsinuazione metafisica\u201d. Non della metafisica storica, essendo le immagini fondate su elementi della realt\u00e0 e della tradizione, aperti ai misteri e ai silenzi, ma anche ad implicazioni e suggestioni di disinvolta \u201caffabulazione\u201d. Le stesure luminose e timbriche, il taglio compositivo e le connessioni fermano l\u2019azione in un vivace gioco di luci e di colori, di distanze, di piani, di disposizioni formali tra l\u2019onirico e la stilizzazione plastica, senza nascondere o trascurare il \u201cclima stilistico\u201d (originale nel panorama pittorico italiano contemporaneo) e la traccia costante d\u2019una spigliata fantasia. La libert\u00e0 ragionata di alcuni accostamenti (non di precisione esagerata) consente la realizzazione di una narrazione \u201cmoderna nel suo anacronismo\u201d. La complessit\u00e0 dell\u2019invenzione, la concezione epica, la perizia tecnica contribuiscono a rendere le prospettive scenografiche, la semplificazione architettonica e ambientale \u201drispondenti\u201d al \u201cluogo intellettuale\u201d, dove realt\u00e0 e apparenza, verit\u00e0 e finzione creativa raggiungono la giusta dimensione espressiva. Cos\u00ec \u201cl\u2019immaginario-reale\u201d di Vanda Dimattia si concretizza in una raffigurazione \u201cviva\u201d, impreziosita dal tocco di ambiguit\u00e0 provocata dal contrasto meditazione-realt\u00e0 e da figure vere e straniate su sfondi di limpide atmosfere che ne stabilizzano l\u2019armonia.<br \/>\n<strong>GIULIO GASPAROTTI<\/strong><\/span><\/p>\n<p>L\u2019affermare che la pittura di Vanda Dimattia si nutre pi\u00f9 di concetti filosofici e astratti anzich\u00e9 di tematiche proprie al linguaggio figurativo non si tocca e nemmeno si sfiora e anzi si distorce il punto cruciale della sua arte che lei stessa, a guisa di aforisma, compendia nel proposito di: \u201cessere viva\u201d, cio\u00e8 di trarre i motivi ispirativi soltanto dal reale, dall\u2019esistente.<br \/>\nUna realt\u00e0, peraltro, insolita, colta nei suoi aspetti pi\u00f9 reconditi e sfuggenti, che non si appaga delle immagini piatte e insignificanti, anche se piacevoli all\u2019occhio, del \u201cvero reale\u201d, ma di esso ne scruta i risvolti inquietanti, i codici segreti.<br \/>\nA rendere ancor pi\u00f9 complessa la sua indagine sull\u2019oggetto preso di mira vi \u00e8 al fondo la dichia-rata aspirazione di voler conciliare la forma con il movimento, vale a dire d\u2019introdurre nell\u2019iconica staticit\u00e0 della metafisica dechirichiana strutture dirompenti in dialettico conflitto.<br \/>\nLa Dimattia rivela nelle sue opere la pungente nostalgia per il recupero di una perduta classicit\u00e0, in cui aleggia un\u2019aura di mistero orfico, di arcana iniziazione a un aldil\u00e0 che pu\u00f2 essere un Eliso oppure un Ade.<br \/>\n<strong>GIUSEPPE MESIRCA<\/strong><\/p>\n<p>Vanda Dimattia offre gli aspetti del suo mondo interiore, nel quale immagini derivate da una visione vagamente metafisica, ne deriva un panorama piuttosto vario dove la fantasia si mescola al filtro intellettualistico del pensiero. Tale impegno le permette di dare libero sfogo alla sua fantasia, che \u00e8 assai ricca, e che la porta ad individuare il posto misterioso che l\u2019uomo potrebbe assumere nell\u2019universo. Senza dubbio i risultati pi\u00f9 suggestivi sono proprio quelli raggiunti mediante un procedimento, che permette a Vanda Dimattia di cogliere l\u2019intimo valore spirituale dei soggetti con meditata attenzione alle vicende psicanalitiche. In questo processo la pittrice scopre il compito della sua missione e il sogno sullo stesso piano della realt\u00e0. Le sue doti emergono altres\u00ec nella strutturazione delle luci e dei colori, nonch\u00e9 nei loro accostamenti e nei rapporti prospettici, che denotano una buona padronanza nell\u2019uso dei mezzi espressivi.<br \/>\n<strong>ERMANNO CORTI<\/strong><\/p>\n<p>Le grandi stoffe avvolgono gli oggetti e le persone, ne cancellano i contorni, non permettono una lettura del reale. Ma il collante della situazione \u00e8 quasi sempre lo sfondo, a volte reale, a volte immaginario. Vanda Dimattia sa dosare con pazienza e perizia il colore. Donna raffinata, scopre d\u2019essere artista impegnandosi a raccogliere l\u2019ispirazione del quotidiano mescolando realt\u00e0 e fantasia in un gioco che tradisce la conoscenza di mondi lontani. Le visite realizzate con sapienti escursioni nel mondo onirico (che le appartiene come una parte di s\u00e8 stessa) con la stessa naturalezza di un gesto facile da fare per recuperare accattivanti storie sepolte nel proprio io, pacate dal pozzo delle proprie intuizioni artistiche. Ispirata s\u00ec dall\u2019irreale ma con inequivocabili riferimenti all\u2019accezione pi\u00f9 materiale della vita.<br \/>\nCon lei un drappo non \u00e8 mai un drappo, una corda non \u00e8 mai una corda, una figura non rappresenta mai se stessa. C\u2019\u00e8 sempre bisogno di uno sforzo d\u2019interpretazione per indovinare quello che l\u2019immagine rappresenta. Cos\u00ec potresti scoprire anche il nascosto fluido della realt\u00e0 e trapassare la tela per venirti addosso e coprirti istintivamente.<br \/>\n<strong>Da copertina per CD di Fr\u00e9d\u00e9ric Chopin Distribuito da Pilz Media Group, Germania<\/strong><\/p>\n<p>\u2026la Dimattia evidenzia, con immediatezza, un\u2019assoluta padronanza dei mezzi espressivi. Le opere, nel filone surreale, sono costruite su ampi spazi nei quali il soggetto raffigura personaggi avvolti nel mistero; un mistero accentuato dalle cromie cupe o vivacissime che disegnano distese desertiche. Opere allusive che contengono un\u2019intensa carica psicologica.<br \/>\n<strong>Dalla rivista d\u2019arte \u201cGalleria Veneta\u201d novembre 1988<\/strong><\/p>\n<p>\u201cNessuno che si fermi davanti ad un dipinto potr\u00e0 non vivere un\u2019emozione\u201d. Una frase che non poteva non riferirsi all\u2019opera di Vanda Dimattia, presente in questi giorni nella sala esposizioni della biblioteca comunale di Vigodarzere con una personale che conferma una ricerca non comune nei confronti del profondo significato del quotidiano, liberato dall\u2019opaca patina della consuetudine.<br \/>\nE proprio questo \u00e8 ci\u00f2 che disorienta nell\u2019opera della giovane artista: la sua capacit\u00e0 di rivelare ci\u00f2 che esiste al di l\u00e0 dell\u2019apparenza, la sua volont\u00e0 di dimostrare che si pu\u00f2 esperire una dimensione nuova delle cose pur mantenendo con esse un pacato dialogo. Non esiste in Vanda Dimattia alcuna volont\u00e0 iconoclasta, nessuna aspirazione alla creazione di nuovi codici espressivi che travolgano anche formalmente quelli tradizionali.<br \/>\nLa sua pittura \u00e8 pulita, levigatissima, frutto di un lungo e appassionato studio che l\u2019ha avvicinata per gusto estetico e contenutistico ad affascinanti correnti quali il surrealismo e la metafisica.<br \/>\n<strong>Da Il Gazzettino del 27 ottobre 1989<\/strong><\/p>\n<p>\u2026.a differenza di altri artisti, Vanda Dimattia presenta una pittura di facile coinvolgimento, misteriosa per la presenza di personaggi avvolti in ampi veli che talvolta coprono il volto, irrigiditi in ampi spazi desertici, figure in cui lo spettatore pu\u00f2 intravedere il divenire delle proprie fantasie.<br \/>\nNella sua presentazione, Vanda Dimattia ricorre molto spesso all\u2019uso della parola \u201cvitalit\u00e0\u201d e ribadisce il concetto di reintepretazione dell\u2019arte, troppo spesso divenuta forma commerciale quindi priva di simbolismi per cui era nata.<br \/>\n<strong>Da Il Gazzettino del 22 ottobre 1989<\/strong><\/p>\n<p dir=\"LTR\" align=\"JUSTIFY\">Momenti di un vissuto reale, sentimenti e vitalit\u00e0 dell\u2019animo, luci e ombre, forze in movimento, l\u2019autunno, uomini soli, lei, composizioni, sono titoli di opere che testimoniano l\u2019essenza della vita, il vigore, la sfera affettiva, le sensazioni, le condivisioni di aspetti reali, estrapolati tra il modo di sentire e le essenze che determinano le situazioni. Attimi fotografati con precisione e, contemporaneamente, scene di un vissuto e di un\u2019espressione simbolica, inquadrature fortemente concentrate sul soggetto principale, contraddistinte dall\u2019eleganza degli accostamenti cromatici, dalle tonalit\u00e0 decise, dagli elementi di contrasto che danno risalto alla realt\u00e0 e lasciano leggere in modo chiaro messaggi e sensazioni. Alcuni simboli hanno un deciso risvolto metafisico, come le diverse corde che avvolgono i sassi, che sono appostate in nodi, si piegano nel pacchetto del cielo; la stessa installazione si svolge tra &#8220;forze in movimento&#8221;, motivo di riflessione della realt\u00e0 e di percorsi limitati e rinchiusi. Alcuni temi sono ripresi in un lasso di tempo diverso e coinvolgono nell\u2019insieme un percorso, come nei quadri dedicati all\u2019autunno; altri invece sono ripetuti, mantenendo identiche forme, differenziate dalle dimensioni, alimentando la ricerca in una logica di equilibri e proporzioni, in una sorta di geometria che si colma di luce. Il rosso dell\u2019installazione coincide con la forza in movimento che sollecita a riflettere sui temi della vita. Il taglio compositivo e le congiunzioni degli elementi contribuiscono a nutrire e a sostenere il vivo gioco di luce dei colori, tra un punto di partenza ed arrivo, su piani disposti in forme architettoniche pulite, rendendo evidente lo stile dell\u2019artista, una fugacit\u00e0 controllata proprio dai legami tessuti all\u2019interno dei soggetti. La scenografia risponde a quel principio tra &#8220;l\u2019immaginario e il quotidiano&#8221; in cui le impronte dell\u2019Artista sono evidenti nella ricerca precisa dei temi, nello stile classico delle architetture, nello studio dell\u2019ambiente che alimenta gli stati d\u2019animo, nella realt\u00e0 e nella sensibilit\u00e0 che si fa interprete dei sentimenti senza eccessi, ma in particolare c\u2019\u00e8 una bellezza classica che primeggia con assoluta valenza e che accompagna luoghi e figure sottolineando l\u2019appartenenza ed il ruolo. N\u00e9 \u00e8 un esempio la bellissima violinista che nel suo sguardo assorto sembra riflettere quel ruolo che la musica alimenta in una realt\u00e0 meditativa, ma anche nell\u2019espressivit\u00e0 della bellezza, delle forme, nella luminosit\u00e0 del volto, in un taglio compositivo che ferma l\u2019azione in un gioco esclusivo di luce e di colore, di disposizioni formali tra il sogno e la stilizzazione plastica del soggetto. Cos\u00ec viene da sottolineare quel valore espressivo che accompagna la realt\u00e0 creativa pur lasciando spazio all\u2019inventiva e agli elementi scenografici che diventano soprattutto manifestazione dei sentimenti dell\u2019artista, di un\u2019atmosfera di armonie e di piacere. <strong>Dott.ssa Lidia Mazzetto<\/strong><\/p>\n<p>&nbsp;<\/p>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>La pittura di Vanda Dimattia \u00e8 la rappresentazione sintetica di presenze emblematiche e di testimonianze di vita. 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